Inalanti

Dipendenze tra esordi e prodotti domestici reperibili

di Gianluca Di Monte

“Quando ero al secondo anno delle scuole superiori un mio cosiddetto amico mi ha introdotto alle sostanze inalanti. Essendo così giovane e non conoscendo niente di meglio, ho cominciato ad usare gas esilaranti ogni giorno fino alla fine delle scuole superiori. Le mie abilità motorie sono praticamente nulle e sto seduto per ore a guardare nel vuoto senza che un solo pensiero mi passi per la mente. È come se il mio corpo fosse qui, ma io non ci fossi. Mi è difficile essere stabile sul lavoro e vivo da solo da 12 anni. Dall’esterno sembro normale, ma quando cerco di mostrare interesse e parlare con le donne, diventa evidente che sono praticamente un vegetale. Sono stufo di vivere in questo modo, mi sento come se fossi già morto.” – John

Gli inalanti sono sostanze volatili che producono vapori chimici che, se inalati, spingono ad un effetto psicoattivo o ad uno stato di alterazione mentale.

Questa definizione ci direziona verso un ampio panorama di prodotti chimici che possono avere diversi effetti farmacologici a lungo termine. Nel corso degli ultimi anni, sniffare colla e gas è diventato un enorme problema tra i bambini senza casa che vivono per le strade nell’Asia del sud, in Messico, nell’Europa Orientale, nel Kenya ed altre aree del mondo. A Karachi, nel Pakistan, dall’80% al 90% dei bambini che vivono sulle strade sniffa colla o solventi per intorpidire dolore o fame, freddo e disperazione. Il consumo di inalanti aumenta con il crescere dell’età, con prevalenze d’uso del 4% nei 15enni e dell’11% nei 19enni. Il 22% di chi è morto per abuso di sostanze inalanti non aveva un passato di uso di tali sostanze.

Rintracciamo quattro categorie generali di inalanti in base alla forma in cui sono spesso reperibili nei prodotti domestici, industriali e medici:
• LIQUIDI: reperibili nei prodotti casalinghi o industriali, compresi i diluenti per pittura, gli sgrassatori, la benzina, le colle, i fluidi correttori e dei pennarelli indelebili.
• SPRAY: pittura spray, deodoranti e spray per capelli, spray all’olio vegetale per cucinare e spray per la protezione delle stoffe.
• GAS: gli anestetici utilizzati in ambito medico (etere, cloroformio e ossido nitrico, comunemente chiamato “gas esilarante”), gas degli accendini, taniche di propano, bombolette di panna montata e refrigeranti.
• NITRITI: sono considerati classi speciali di sostanze inalanti, che agiscono direttamente sul sistema nervoso centrale, cervello e spina dorsale. Vengono usati principalmente come stimolanti sessuali e sono comunemente conosciuti come popper o snapper.

Gli inalanti possono essere assunti per via nasale o per via orale in vari modi: attraverso le esalazioni da contenitori, inalando aerosol direttamente nel naso o in bocca, convogliando i vapori da sniffare in sacchetti di plastica o di carta, aspirando in bocca i vapori provenienti da stracci imbevuti di sostanze inalanti e inalando da palloncini riempiti di ossido nitroso. L’uso cronico di sostanze inalanti è indice di diverse patologie: sniffare la colla e i solventi provoca problemi ai reni, come il toluene, ed altri solventi inducono danni al fegato, a deterioramento della memoria e a deficit cognitivi.

Un modo funzionale per monitorare l’uso di inalanti consiste in un’identificazione precoce e in un altrettanto rapido intervento. I genitori, gli educatori, i medici di dovrebbero essere allertati dai segnali di seguito riportati, che potrebbero essere sintomatici di un serio problema di abuso di sostanze inalanti: alito e abiti odorosi di sostanze chimiche; macchie di vernice ed altre sostanze coloranti su viso, mani o abiti; bombolette vuote di vernice spray e bottiglie di solventi nascoste; pezzi di stoffa o abiti intrisi di sostanze chimiche; stato di ubriachezza o confusionale; linguaggio incomprensibile; nausea o mancanza di appetito; incapacità di concentrarsi, mancanza di coordinazione, irritabilità e depressione.

Non riscontriamo un trattamento specifico contro la dipendenza da inalanti: il trattamento di per sé ha come obiettivo iniziale distinguere se è un abuso primario, l’esempio dell’utilizzo di vari strumenti intercambiabili come nel disturbo bipolare, o secondario (in mancanza di altre sostanze, come in carcere, funge da sostitutivo). Pertanto, in base all’origine dell’abuso, si utilizzano approcci centrati sul problema.

Crediamo sia giusto riflettere sul fatto che queste sostanze sfuggono alla gestione e attenzione di quanti dovrebbero monitorare i giovani, per la semplicità con cui possono venire a contatto con tali sostanze e a che cosa potrebbero servire.

L’informazione deve tendere a confermare gli importanti rischi cui si può andare incontro nell’utilizzo di sostanze legali, che se impiegate invece in modo incongruo, possono uccidere.

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